Voglio comprarmi l’Enterprise a rate!

E non sarà diverso da quello che J.J. Abrams sta facendo con Star Trek, inquadratura dopo inquadratura acquista un pezzo dell’ U.S.S. Enterprise e lo rende suo…Anzi nostro: infatti il nuovo film si svolge in una linea temporale parallela,fatta apposta per noi, riprende i legami con il passato per svincolarsi verso nuovi significati. Un esempio di questo processo, è la presenza di Leonard Nimoy (lo Spock originale!) nel ruolo dello Spock del futuro, diventerà consigliere occasionale dello Spock del presente, Zachary Quinto che ha bisogno di confrontarsi con lui prima di proseguire e andare avanti verso il finale del film.
“Spazio, ultima frontiera”, lo spazio cinematografico del passato in questo caso diventa l’ultima frontiera: da un mercato di storie insipide si ricerca lo stupore che si è provato nel passato, ripescando storie e mostri sacri, ma ci si trova davanti a un grande problema: qual’è il modo giusto di farlo? Ed è intorno a questo che ruotano le critiche a INTO DARKNESS. In Star Trek Il futuro ha inizio del 2009 J.J. ha rispolverato i personaggi per coloro che per via di motivi anagrafici non li conoscevano, ha ri-azionato l’USS ENTERPRISE per metterci a bordo un equipaggio di nuove generazioni, e visti gli incassi potremmo considerare la missione riuscita. Ma molti trekkies a quanto pare non sono saliti a bordo, non è bastato sfoderare Khan e ricreare nella seconda parte del film una versione speculare dell’ Ira di Khan(Star Trek II) e altre citazioni e omaggi alla serie classica (l’incidente Mudd, l’infermiera Cristine Chapel, i Klingon, i Triboli) che hanno creato una “continuity” ma anche possibili sbocchi per un terzo film, percepibili solo ai trekkies di alto rango.
“Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise “dal 1966 (debutto della prima serie tv Star Trek di Gene Roddenberry negli USA mentre in Italia nel 1980) al 2013. Le Treknologie si sono evolute, negli 70 anticipavano perfino la realtà ed erano fonte di ispirazione per gli scienziati, oggi in Into Darkness il 3D ha offerto molte possibilità per stupire gli spettatori di concerto con le nuove equazioni sul teletrasporto, ma non si può spoilerare troppo!
In questo film assistiamo alla crescita del capitano Kirk d bullo ribelle a figura degna di sedere sulla poltrona del capitano, ma come in tutti i percorsi di crescita affronterà degli ostacoli primo fra tutti le regole della Federazione “Credi che le regole non si applichino a te solo perché non le approvi?”. I conflitti avvengono tra legami personali e gerarchie,tra il capitano Kirk e il tenente comandante Spock, tra Kirk e il suo superiore l’ammiraglio Pike ma anche sua unica figura paterna, l’ammiraglio Marcus e sua figlia Carol. Mettere in discussione le regole della Federazione per salvare ciò che si ama, contrapposizione tra i doveri imposti dalla missione e il senso della solidarietà, gli scontri fra la logica di Spock e l’indole “passionale” di Kirk trovano un equilibrio nel contrastare le scelte militariste della Federazione contro Khan, rispetto alle quali unendo le forze riusciranno a trovare un compromesso dal sapore pacifista, vero ideale di fondo che muove la saga fin dal suo esordio. Come disse il teorico della fantascienza e dei media Alan N. Shapiro “i principi base di Star Trek sono una summa della filosofia, della letteratura, delle teorie politiche e scientifiche degli ultimi 250 anni a partire dalle rivoluzioni francesi e americane. Io definisco Star Trek l’erede e il protettore delle nostre migliori tradizioni intellettuali e dei nostri tesori culturali.” Pur rimanendo una serie d’intrattenimento, ha proposto temi importanti dal punto di vista sociale, etico e politico. Per la prima volta nella storia della televisione un giapponese, una donna di origine africana, diversi americani, uno scozzese, un alieno e un russo, si trovavano a lavorare insieme nello stesso equipaggio, ad esplorare l’universo alla ricerca di nuove culture in nome dell’uguaglianza e della pace e tutto questo in piena Guerra Fredda! In un episodio del 1968, si vide il primo bacio interrazziale della storia della televisione, tra Uhura, l’ufficiale alle comunicazioni, e il capitano Kirk. Il personaggio di Uhura (prima persona a mostrare l’ombelico in una fiction televisiva) divenne molto caro anche a Martin Luther King che intervenne personalmente affinché l’attrice Nichelle Nichols, non abbandonasse la serie. Anche nel 2013 si propongono temi importanti, il divieto di interferire con il processo evolutivo di una civiltà (la Prima Direttiva), la paura di far scoppiare una guerra (tra i Klingon e la Federazione) con i disastri e le perdite che comporta, la pietà verso il nemico ma soprattutto l’uso immorale delle armi: “Quest’azione può portare a una guerra con i Klingon ed è per definizione immorale”, un messaggio importante visti i venti di guerra tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord e la promessa di Obama di intraprendere negoziati con il governo afghano, di ritirare le truppe americane, spiraglio di luce dopo l’ombra degli ultimi dodici anni. Star Trek adattato ai nostri tempi e al nostro modo di guardare i film fantascientifici, rispettando 50 anni di intrecci e di messaggi verso il grande pubblico, cercando di “arruolare nella Flotta” il maggior numero di persone, possiamo dire che J.J. Abrams e gli sceneggiatori Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof abbiano compiuto un viaggio dal passato al presente, creando un sequel degno del nome Star Trek, che accompegnerà nuove generazioni “Fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.”

Annunci

“Brando: Carcassa Integrazione” – L’omicidio non è mai stato così “in sicurezza”

941646_385857808184916_1505188616_n

Cosa accadrebbe se un operaio decidesse di passare da vittima del sistema a carnefice dei suoi superiori?
Potrete scoprirlo seguendo le vicende di Brando: carcassa integrazione, il 21 giugno in 970507_390290814408282_770533143_nanteprima al cinema Terminale a Prato, oppure dal 25 direttamente su Youtube.
Questo piccolo gioiellino del web, prodotto grazie ai contributi di Bad Ram Studio, Clemuerte & Gelly Industrie e Radio Spin Prato, riesce a raccontare, con un sottilissimo black humor, il dramma della crisi che ormai da qualche anno rimbomba sui titoli dei giornali e nelle parole di cronisti ed esperti del settore.
Se all’inizio Brando sembra una solare commedia che indaga sul rapporto fra media e vita reale, subito dopo si tinge dei cupi colori notturni, compiendo la metamorfosi verso lo Slasher (o meglio verso una parodia di quest’ultimo), tutto questo apprezzabile anche nella partitura sonora, composta nella prima parte da un’allegra ma anonima melodia, nella seconda dalla graffiante musica dei RunOver, dei Rookies77 e Claudio Brambilla.
931272_385033641600666_610542347_nB movie di buona levatura, Slasher commedy all’italiana, comunque li vogliate definire i venti minuti in cui si snodano le vicende di Brando sono sicuramente ben spesi, soprattutto per l’alto livello dei tecnici, quali operatore, direttore della fotografia e montatore, che sono riusciti, grazie alle loro maestranze, a rendere un po’ più leggeri i dialoghi, che a volte risultano un po’ troppo lunghi e pesanti, anche se mai banali.
In conclusione: cosa accadrebbe se un operaio decidesse di passare da vittima del sistema a carnefice dei suoi superiori? Il risultato sarebbe proprio quello proposto in Brando dal regista Andrea Rapallini e dagli sceneggiatori Lawrence Clemuerte e Uncle Gelly: una vendetta attesa, voluta, eccitante e frizzante, ma che come ogni vendetta ha una sua conclusione, e questa,per Brando, forse risulta un po’ amara.

Insomma, vi ho stuzzicato la curiosità? Allora non vi resta che aspettare il 25 Giugno, direttamente sui migliori computer con accesso ad Internet: Brando: Carcassa integrazione. Mi raccomando, indossate il casco di sicurezza.

Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è “Il Grande Gastby”

tumblr_mfuoycn1DG1ruzrp3o1_500

 

 

 

 

 

 

 

Ho amato Baz Luhrmann; ho amato la sua trilogia della tenda rossa; ho amato e ascoltato almeno un milione di volte Everybody’s Free (To wear sunsreen) (mi ero fatta spedire il cd ORIGINALE dall’Australia). Ho odiato Baz Luhrmann quando ho visto Australia.

Devo dunque ammettere che sono andata al cinema senza grandi aspettative e solo il-grande-gatsby_coverperchè due dei miei attori preferiti, Tobey Maguire e Leonardo di Caprio, interpretano le parti principali.
Seduta in sala, dopo essermi sorbita un quarto d’ora di pubblicità, finalmente il nero. I titoli di testa, preannunciano già quello che sarà il film: un viaggio aereo.
Ebbene si, Baz Luhrmann, ancor più di quanto non aveva già fatto nei suoi lavori precedenti, muove il suo sguardo innalzandosi in cielo e spostandosi a gran velocità fra le due sponde del lago in cui si svolge la maggior parte della storia, sia in una New York ora voluttuosa e colorata, ora sporca, cupa e sfruttatrice, in cui l’occhio giudicatore di Dio osserva con sonnolenta attenzione i peccati degli scellerati anni venti e dei nostri protagonisti.
gatsby3Ma c’è di più: con Il grande Gatsby, Luhrmann sembra autocitarsi, ricreando un piccolo Mulin Rouge nella “modesta” casa di Gatsby; splendore, paiette, fuochi d’artificio, personaggi inverosimili toccati mai approfonditi, utili solo a contestualizzare la scelleratezza dell’epoca. Utili al contesto storico sono anche i costumi sfavillanti, perfettamente curati e ma fedeli ai tagli dell’epoca. La quale, dal punto di vista sonoro, rimane sullo sfondo, dato l’utilizzo di musiche elettroniche contemporanee, questo per dare al nostro ventunesimo secolo una figurina di spicco come Gastby, un po’ perchè abbiamo bisogno di speranza, di valori antichi, sentimenti profondi, un po’ perchè siamo circondati da troppe Daisy e troppi Tom.
Certo è che Il Grande Gatsby ha anche un non so che di autocelebrativo, come per esempio l’autocitazione della figura dello scrittore fallito e alcoolizzato che narra la sua storia attraverso le pagine di un libro, ma questo in fin dei conti cade in secondo piano quando riesci ad assistere alla rinascita di un regista, all’affermazione di un cast di tutto rispetto e alla riscoperta un un romanzo che è rimasto nella storia.THE GREAT GATSBY IL GRANDE GATSBY FESTIVAL DI CANNES BOX OFFICE RECORD CINEMA ITALIANI