Benvenuti al Nord – sequel di par condicio

 Si sa, i sequel sono sempre un’arma a doppio taglio. Specialmente quando il “primo” è campione d’incassi e si spera di fare il botto anche con il “secondo”. Certo, le eccezioni che confermano la regola non mancano, basti pensare a Sherlock Holmes – Gioco di ombre che, a mio avviso, risulta essere superiore al suo precedente del 2009.

Reduci dalle vette nelle classifiche dei film più visti (e venduti), a distanza di un anno, il team diretto da Luca Miniero, dal sud si sposta a Milano, per dare a tutti un Benvenuti al Nord.

La novità che caratterizzava Benvenuti al Sud, si perde e lascia posto ai “me l’aspettavo“, “nulla di eccezionale“, “come immaginavo“. Insomma, di diverso rispetto al primo non ha nulla, se non l’opposto di quanto accadeva al sud. Al posto del sol leone e del mare limpido, dominano nebbia, luci cupe e impiegati postali contagiati dall’ Erpes (capirete al cinema! :D).

Non mi soffermo sulla trama, dato che è reperibile ovunque in rete.

Comunque è semplice: l’occhio si sposta da Roberto Colombo (Claudio Bisio), lo “straniero” del nord in Benvenuti al Sud, a Mattia Volpe (Alessandro Siani) il “terrone” che disperato è trasferito al Nord… per amore!

Questo film mostra ancora, in modo esasperato, le differenze tra nord e sud, rendendo evidente (e allo stesso tempo condannando) la vita del nord: operosità, frenesia, lavoro, lavoro e lavoro…

Nulla da dire sul cast, anzi, ho gradito molto il risalto della moglie di Colombo (personaggio non valorizzato nel precedente) che veste i panni di Angela Finocchiaro (ha un doppio ruolo nel film, al cinema capirete… :D)

Un antidoto contro la noia. Se avete voglia di andare al cinema in questi giorni di gelo e rilassarvi con 2 risate garantite (non mi sento di garantirne di più…), questo è sicuramente un buon compromesso.

Un piccolo appunto sulla colonna sonora. Trovo inadeguato l’uso di Nel blu dipinto di blu cantato da Emma (-.-) nei titoli di coda… al posto di un “vissero tutti felici e contenti”, un inno nazional-pratriottico che ci rende orgogliosi di essere italiani, dopo la pizza e gli spaghetti… ma questa è un’altra storia…

A buon intenditor, poche parole. : un modo carino di unire il paese, con un pizzico di par condicio e… botteghino!

Voto: 7.

Alla prossima!

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